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Colomba pasquale. Livello di difficoltà: vegano con pupa al seguito…

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Chi va piano va sano e lontano.. così si dice. Basterà questo proverbio a giustificare il ritardo con cui posto la mia colomba pasquale? Direi di si, specialmente se si sottintende che il rallentamento è dovuto al carico extra dolcemente avvinghiato alle mie gambe (Gea) e considerando anche che si è trattato di un primissimo esperimento nato sotto il cattivo auspicio del “colomba e panettone sono quasi impossibili da fare in casa, serve la camera di lievitazione”. Figuriamoci se poi si sceglie di provare una variante vegana (quella di ViolaMirtillo), personalizzando la ricetta con l’uso del lievito secco al posto della pasta madre. Un esperimento azzardato, insomma, come piace a me.. e piuttosto lunghetto tra l’altro!

Il risultato, però, è stato soddisfacente.. nonostante la pupa che mi marcava stretto durante le tante ore di preparazione (12 di prima lievitazione e almeno 7-8 della seconda, più i tempi intermedi per la creazione dell’impasto in due fasi). Si, la lievitazione non ha raggiunto il massimo desiderabile (forse per un mia conversione imprecisa tra i due lieviti) e quindi probabilmente la colomba non è risultata così alta e soffice all’interno come speravo.. ma il gusto è stato sorprendente!

Colomba vegana

Da riprovare sicuramente, per me merita un bel 9 su 10!

Ah..ovviamente io ho saltato a piè pari l’inserimento di canditi e simili, preferendo gocce di cioccolato all’interno e glassa al cioccolato fondente come copertura (la più semplice immaginabile: 150 gr di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria con 2 cucchiai di latte di mandorla e un cucchiaio di olio evo).

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Spaghetti di farro con broccoli e besciamella vegetale

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Pare che ogni tanto gli avanzi riescano a trasformarsi – per pura casualità – in pietanze più gustose e originali di quelle ben ragionate e programmate con largo anticipo. Almeno in casa mia.

E così è successo stasera.

Spaghetti di farro con broccoletti

In effetti non è la prima volta che i 3 piatti in tavola, spazzolati al ritmo di sonori “uhmm.. mmm.. gnam”, sono il risultato di una fortunata spadellata di pochi minuti; anzi direi che la fretta sa essere spesso buona consigliera in questa casa. Provate voi a incastrare il momento della cena tra l’irrefrenabile voglia di scarabocchiare il pavimento alternata alla necessità (non chiedetemi perché, ma sembra di vitale importanza per Gea!) di schiacciare a ripetizione tutti i tasti del mio computer, facendoci uscire anche una manciata di minuti per un bagnetto serale e una luuunga ninna nanna prima che il sonno finalmente metta KO.. mamma e papà!

Ogni istante è prezioso, soprattutto quando sai di dover ritagliare dalla giornata ormai agli sgoccioli anche quei 13 minuti e 11 secondi necessari per finire quel film di cui ormai né tu né il maritino ricordate più l’inizio, avendolo diluito in comode rate serali per quasi una settimana. Ma questa è un’altra storia..

Ok, sto divagando. Bando alle ciance: questo piatto nasce per far fuori dei broccoli saltati in padella con aglio, un filo d’olio e salsa di soia avanzati dal pranzo; l’idea iniziale era di buttarli in pentola con dell’acqua e cuocerci dentro i soliti ditali.. ma in questo modo sarebbe stata una classica pasta alla nonna, e a noi qui piace sperimentare!

Così la pasta corta è stata sostituita da spaghetti integrali di farro, scolati al dente e saltati nella padella in cui si stavano scaldando i broccoli. Per rendere il sughetto cremoso e molto più invitante, ho aggiunto a questo punto una besciamella vegetale velocissima preparata utilizzando una tazza di brodino di cottura dei cavolfiori (anche quelli preparati per il pranzo), un cucchiaino di olio e un cucchiaio di farina (più sale e noce moscata per aromatizzare). Infine, durante questa fase di mantecatura ho spolverizzato la pasta con della curcuma.PicMonkey Collage (17)

Vi lascio immaginare quanto diventi golosa la salsina di besciamella in cui i broccoli si sono quasi sciolti e amalgamati alla perfezione.

Per completare il piatto non può mancare una bella manciata di.. frutta secca tritata! I più tradizionalisti, invece, potranno concedersi del buon parmigiano grattugiato. E come direbbe Gea: “Gnaaaam”.

Delizia di cioccolato, pere e crema bianca alle mandorle

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A volte succede che ci si svegli con la voglia di qualcosa di dolce. Sempre a dire la verità.
E a volte succede che il maritino riempia la dispensa di cioccolato fondente.. tanto sa autoregolarsi. Lui.
Io, invece, so bene che per contenere queste improvvise voglie di dolce è meglio mangiare un po’ di frutta..

Così nasce una deliziosa torta vegana black&white al cioccolato e pere, con morbidissima crema bianca al latte di mandorle. E vissero tutti felici e contenti.

Cioccopera e mandorla

La base è la famosa torta cioccopere di Marco Bianchi, rivisitata sostituendo allo zucchero una minor quantità di sciroppo d’agave (qui si può andare a gusto, come per la percentuale di cacao nel cioccolato fondente).

Il compito di bilanciare il gusto forte del cioccolato lo affido a una delicata crema bianca: 50 grammi di maizena, 70/80 grammi di zucchero (oppure poco sciroppo d’agave, anche qui si può variare in base alle proprie preferenze) mescolati a 500 ml di latte di mandorla e portati a bollore a fuoco dolce finché non si raggiunge la densità preferita; il latte di riso e mandorla che utilizzo io è già naturalmente dolce, per cui posso ulteriormente ridurre la quantità di zucchero. A questo punto basta aromatizzare (io ho usato vaniglia e cardamomo) e la versione vegana della crema è completa; va soltanto e messa a raffreddare in una ciotola (meglio se con pellicola a contatto, per evitare che si crei uno strato più denso in superficie che poi renderebbe la crema grumosa).

Per ottenere una crema vellutata e più leggera (per sapore, non calorie!) si possono aggiungere, quando sarà fredda, 100/150 ml di panna montata (anche vegetale). Infine, per i non vegani è d’obbligo un cucchiaino raso di miele in cottura..dà un gusto molto più deciso.

Il maritino farà da cavia a colazione: la sua monoporzione si compone di 2 strati di torta inumidita con poco caffè e latte di mandorla e 2 strati di crema, guarnita con gocce di cioccolato e mandorle tritate.. Sarà di certo un dolcissimo risveglio!

La lasagna in maschera: ragù di lenticchie e besciamella con brodo vegetale

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Negli ultimi tempi le occasioni per sfogare la mia vena creativa ai fornelli non sono mancate: qualche giorno fa l’arrivo di alcuni parenti che da poco hanno adottato un’alimentazione strettamente vegana mi ha dato la spinta per sperimentare con qualche ricetta cruelty free e far assaggiare anche ai più diffidenti qualcosa di diverso dal solito. Io non disdegno mai le novità in cucina, ma ammetto di essere un po’ scoraggiata nel proporle ad altri.. Questo perché ogni volta che voglio lanciarmi in qualche rivisitazione vegetariana/vegana di ricette classiche, mi devo scontrare con nasi storti e sorrisetti ironici.

Stavolta, però, anche chi voleva mantenere il solito distacco sdegnato dal cibononcibo ha fatto il bis, pur senza sbilanciarsi in apprezzamenti.. ma guarda un po’!

Io invece ne sono rimasta entusiasta e ho già provveduto a sponsorizzarla alle mie compagne di esperimenti ai fornelli: senza dubbio questa ricetta ha meritato di finire tra le mie preferite!

Anticipando l’atmosfera carnevalesca, smascheriamo questa delizia senza carne/uova/latticini travestita da classico piatto del pranzo domenicale da mammà: lasagne vegane con ragù di lenticchie e besciamella di brodo vegetale

Lasagne veg

Conoscevo già il ragù di lenticchie e mi piaceva molto; ciò che mi ha stupito davvero è stata la besciamella fatta con il brodo vegetale.. proprio saporita e delicata! Credo che la userò spesso da ora in poi.. magari anche per gratinare delle verdurine al forno.. o magari dentro qualche torta salata.. mmm, che fame!

Ecco come si prepara..

Ho iniziato cucinando un buon brodo vegetale con carota, cipolla, porro, sedano, patata, pomodoro, aglio, piselli, broccolo e cavolfiore (o le verdure che preferite) più sale, pepe, un filo d’olio ed eventuali aromi. So che ci sono varie scuole di pensiero sull’uso di questo o quel vegetale nei brodi, per non parlare della patata che secondo molti non andrebbe proprio messa. Io ho semplicemente usato ciò che avevo a disposizione in casa per renderlo più saporito senza dover ricorrere a dadi o preparati che poco mi convincono, tagliando le verdure a pezzi molto grandi per poterle poi riutilizzare in altre ricette. A questo punto per la besciamella basta scaldare poco olio (1-2 cucchiai) in un pentolino e aggiungere 3 cucchiai di farina, sciogliendo piano piano la rhu con qualche mestolo di brodo. Per evitare la formazione di grumi basta usare una frusta e mescolare spesso finché la crema, bollendo, non si addensi quanto desideriamo; se fosse necessario alla fine basterebbe una frullata rapida con il mixer a immersione per migliorarne la consistenza. Una spolverata abbondante di noce moscata (aggiustando eventualmente di sale) ed è fatta: ditemi voi se non è vellutata e gustosissima!

Il ragù di lenticchie ha una preparazione molto simile a quella di un ragù classico: si inizia con un similsoffritto di carota, cipolla, cipollotto, sedano tagliati sottili. In realtà io cucino tutto in modo che anche Gea possa mangiare a tavola con noi, quindi – visto che non ha nemmeno 15 mesi – il soffritto non ha nulla di fritto: basta cuocere le verdurine in acqua e pochissimo olio, a fuoco lento e con coperchio. Dopo una decina di minuti si versano le lenticchie ben scolate (io preferisco tenerle in ammollo per un’oretta anche se non è fondamentale), si lascia insaporire tutto per qualche minuto e poi si sfuma con del vino bianco. Il più è fatto: basta aggiungere passata di pomodoro in abbondanza, un poco d’acqua, una bella manciata di piselli, sale, pepe e gli aromi preferiti: coperchio e fiamma media finché la prova assaggio non vi farà esclamare “mi che buono!”.

La preparazione è talmente semplice che si può andare a occhio seguendo le proprie preferenze; in ogni caso le mie dosi per 8-10 persone sono 300 grammi di lenticchie per 700/800 ml di passata con un soffritto di 2 carote, 1 cipolla, 3 gambi di sedano, mezzo cipollotto.

A questo punto basta comporre la lasagne nel solito modo: strati di sfoglia alternati a ragù e besciamella (o mescolandoli insieme). Io ho usato una sfoglia di grano duro (l’ho trovata in un supermercato bio), quindi ho dovuto un po’ prolungare la cottura in forno. Per dare una nota ancora più golosa ho versato un po’ di panna di soia sulla superficie della lasagna e ho preparato un trito sottilissimo di frutta secca (noci, mandorle, sesano) e sale da spolverizzare in superficie a fine cottura, al posto del formaggio.

Veramente soddisfacente per gli occhi e per la bocca: Gea se n’è spazzolata una porzione a pranzo.. e, avvistando la teglia con gli avanzi, ha voluto farci anche merenda! 😉