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Brioche isolane.. come prepararsi bene alla prova granita!

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Non appena le temperature si alzano quanto basta per dimenticare per la prima volta la giacca in macchina, per me – da buona siciliana – l’aria si impregna magicamente di quel classico profumo d’estate che sa di… salsedine? No, di brioche!

Diciamolo bene: brioscia cu giummo (ciuffo) o col più famoso tuppo che le definisce in qualsiasi ricetta trovata online. A proposito, una piccola nota linguistica: a me la parola tuppo richiama subito l’acconciatura – oggi chic, ieri dimessa – delle donne siciliane d’altri tempi, la classica palletta di capelli raccolti sulla nuca.. il cosiddetto chignon; e in effetti pare che tuppo derivi proprio dal francese tupè.

E parlando di capelli e vanità, qui sappiamo bene che sarebbe l’ora di impegnarsi per la temuta prova costume.. ma la piccola Gea sembra già più golosa di me: quindi, senza tanti sensi di colpa, perché non preoccuparsi soltanto della ben più gradevole prova granita?

Ecco gli ingredienti delle mie brioche col tuppo..senza tuppo per comodità. Non avevo mai osato tentare questa ricetta sacra della pasticceria isolana, ma ultimamente i lievitati mi stuzzicano; così ho spulciato per bene tra le tante ricette online e ho sperimentato la mia versione ideale: semplice da preparare ma soprattutto soffice, senza burro e uova.. più yogurt!Brioche siciliane senza burro e uova

  • 130 g di farina di farro + 140 di farina 0
  • 60 ml di latte di riso
  • 12 g di lievito di birra
  • 100 ml di yogurt al limone (ne ho utilizzato uno dolce)
  • 30 ml di olio evo
  • 30 g di zucchero di canna
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • vaniglia

La preparazione è rapida: basta sciogliere in poco latte tiepido il lievito e aggiungerlo a tutti gli ingredienti (eccetto il sale); io ho utilizzato un robot da cucina e mi sono serviti 8-10 minuti perché l’impasto risultasse liscio e ben incordato, come dicono gli esperti. A questo punto basta aggiungere il sale e impastare ancora un paio di minuti.

Il panetto ottenuto va messo a lievitare per 2-3 ore (coperto con una tovaglietta o della pellicola, perché non si secchi in superficie), finché non avrà raddoppiato il suo volume; a questo punto sarà possibile creare tante palline (le mie erano sui 40-50 grammi ciascuna), posizionarle su una teglia foderata di carta forno e metterle nuovamente a lievitare in frigo tutta la notte ricoperte da pellicola. Al mattino basterà tirar fuori la teglia mezz’ora o poco più prima di infornare le brioche (che dovranno risultare raddoppiate), spennellandole prima con poco latte di riso e malto.

La ricetta da cui ho preso ispirazione non prevedeva la lievitazione notturna, quindi va detto che sarebbe possibile infornare subito (in questo caso dopo aver creato le palline andranno lasciate ancora almeno 30 minuti a lievitare).

La cottura è molto rapida: a 180 gradi per 10-12 minuti il profumo avrà già invaso la cucina.20150331_090531_resized

NB: io ho dimezzato la quantità di zucchero (da 60 grammi a 30) perché preferisco una brioche dal sapore solo leggermente dolce, dato che si presta benissimo ad essere spalmata di marmellata, crema al cioccolato oppure – ancora meglio – a inzupparsi generosamente di gelato o granita.