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Sapori di casa.. cucciddati o buccellati siciliani in versione vegana

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Si respira già aria di primavera. A giorni alterni; giusto per non illuderci. Intanto, però, quando decide di essere dei nostri, il sole inizia ad accompagnarci in lunghe – e liberatorie – passeggiate all’aperto ed è sempre più facile immaginarsi spensierati in bicicletta o spalmati su un praticello per un picnic. Ok, non è detto che accadrà davvero.. ma questi sono quelli che definisco i miei comfort thoughts, pensieri da cui mi lascio coccolare di tanto in tanto per sentirmi più positiva, per avere più voglia di fare anche quando le nuvole riempiono il cielo e l’umore scende in picchiata.

Ricordo di aver sentito parlare di comfort food seguendo un programma di cucina con Lorraine Pascale: osservare questa cuoca mentre crea i suoi piatti è già una coccola per gli occhi. Sanno proprio di buono, di casa, di risate spontanee, di pranzi in famiglia..

E con la Pasqua alle porte e il classico pranzo dai parenti, quale migliore occasione per cimentarsi con un dolce.. di Natale?

Si, la coerenza non è il mio forte al momento; ma dopo aver provato questi biscotti tradizionali siciliani fatti dalle20150315_191658-1-1 mani esperte di uno zio – e sorvoliamo sul fatto che li abbia assaggiati in Lombardia dopo aver passato 28 anni in Sicilia – ho passato vari giorni pensando a come rifarli. Così è nata la ricetta dei buccellati o cucciddati, biscotti di forma rettangolare (o in origine una singola “ciambellona” intrecciata) con un cuore morbidissimo di frutta secca e disidratata (io li conoscevo con i fichi, ma non mi entusiasmavano), dolcetti che nella mia amata terra vengono proposti in tante varianti diverse a seconda della città.

Un biscotto che sa di antico e che, fino a qualche tempo fa, non avrei ritenuto degno di sostituire il mio solito peccato di gola al cioccolato; ma le cose – e i gusti – cambiano: evidentemente inizio a sapere di antico anch’io..

Dopo aver spulciato le tante ricette trovate online, ecco la mia versione personalizzata (senza uova, burro e farina troppo raffinata), approvata dal più severo dei giudici: il marito che ama tanto gli originali dello zio siciliano.20150315_191152

Iniziamo dal ripieno, sapendo che è possibile seguire i propri gusti.. e le disponibilità della dispensa!

Io ho utilizzato 3-4 prugne secche, 3-4 cucchiai di uvetta, 4-5 cucchiai di frutta secca tritata (avevo già preparato un mix di nocciole, mandorle e pinoli), un pizzico di cannella e. per regolare la consistenza della crema, 2-3 cucchiai di latte di riso o mandorla. Basta mettere tutto nel mixer e ottenere una crema della consistenza che si preferisce, che verrà poi spalmata in abbondanza tra 2 rettangoli di biscotto.

Per il biscotto ho preparato una similfrolla vegana poco dolce (la farcitura lo è già molto), impastando velocemente questi ingredienti:

  • 50 gr. di farina integrale e 100 gr di farina di farro
  • 50 gr. di acqua calda
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 40 gr. di olio di oliva
  • 15 gr. di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • una spolverata di cannella o vaniglia

Si forma la solita palletta e, dopo averla lasciata riposare qualche minuto (non necessariamente in frigo), si stende mantenendo uno spessore di circa mezzo centimetro. A questo punto è possibile ritagliare una 20ina di rettangoli di pasta lunghi come un dito e larghi due (comodo se si decide di farcire in modo diverso i singoli biscotti); oppure si può procedere più rapidamente, creando un solo grande biscotto farcito da tagliare in tanti pezzi a cottura ultimata (meglio fare questa operazione quando il biscottone è ancora tiepido, per evitare che si sbricioli troppo).

Dopo 20-25 minuti in forno a 180° è possibile spennellare la superficie con poca acqua e sciroppo d’agave (o malto), per colorare un po’ il biscotto, rimettendolo per qualche minuto nel forno ancora caldo.

Un morso e sento il sapore delle domeniche pomeriggio con nonni, zii e cugini. Non male come coccola..